In partenza per il Nord-Est del Brasile: Ceará, Piauí, Maranhão

In partenza per il Nord-Est del Brasile: Ceará, Piauí, Maranhão

Finalmente si riparte, questa volta senza tanti proclami: un solo post prima della partenza, giusto per dirvi dove andrò a finire. Questa volta la bussola punta verso il Sudamerica e in particolare verso il Nord-Est del Brasile, per un itinerario di sabbia e acqua che mi porterà da Fortaleza nello stato del Ceará a São Luís nello stato del Maranhão. Un itinerario on the road, anzi meglio dire off road lungo la costa carioca attraverso tre stati (Ceará, Piauí, Maranhão), intenso e articolato come piace a me. Quest’anno faccio un’esperienza di viaggio che, dopo tanti anni di viaggi in autonomia, è una piccola rivoluzione copernicana nel suo genere. E vi spiego il perché (ma tranquilli, è solo una parentesi e un esperimento). Purtroppo non ho avuto modo né tempo a Luglio di organizzare niente, totalmente assorbita su altri fronti. Tanta stima per chi pianifica i viaggi mesi e mesi prima, compra i voli per tempo riuscendo a risparmiare sul serio, io per un motivo o per l’altro non ci riesco mai. E quando capita, come quest’anno, l’impegno improrogabile, decidere in 48 ore il da farsi è un’arte. Soprattutto se i prezzi dei voli sono ormai inaccessibili e il fai da te è troppo tardi per farlo, senza una minima preparazione alle spalle sulla destinazione. Stavolta non viaggerò con la mia famiglia, ma neppure sola: ho deciso di unirmi a un piccolo gruppo di viaggiatori perché, alla fine della fiera, se devi decidere in corner dove andare e i voli per la destinazione che ti piacerebbe sono alle stelle, l’unica soluzione è aggregarsi alle proposte di un tour operator che opziona i voli sulle tratte...
I Suoni delle Dolomiti 2016: natura, montagna e musica in Trentino-Alto Adige

I Suoni delle Dolomiti 2016: natura, montagna e musica in Trentino-Alto Adige

Per tutti gli appassionati d’alta quota pubblico questo post, che avevo lasciato in sospeso ma al quale tenevo parecchio. Ora che ho un attimo di respiro è il  momento di parlare di montagna come spazio di libertà, e di musica come linguaggio universale. Qualche settimana fa ho approfittato di un weekend libero per andare in Trentino-Alto Adige e partecipare a un’evento del festival I Suoni delle Dolomiti 2016, cogliendo anche l’occasione per camminare, respirare e ricaricare un po’ le batterie. Una breve parentesi di pace, piacevolissima. Spezzare la routine è vitale e ogni tanto mi capita di vedere una foto, un video, un articolo, pochi secondi bastano per intuire un valore grande, che sta alla base di un evento, e farmi dire che, prima o poi, io lì ci voglio andare di sicuro. In questo caso c’è una grande intuizione di fondo, non l’idea del grande evento, dei numeri importanti, della massa (anche se alcuni nomi di fama internazionale e la pubblicità hanno fatto lievitare la partecipazione negli anni), ma un mettersi in cammino, passo dopo passo, insieme, verso una vetta ad alta quota e verso uno scenario unico al mondo, i musicisti coi loro strumenti in spalla e il pubblico. Tutti in punta di piedi al cospetto della natura e delle Dolomiti. Un paesaggio perfetto con una sua dimensione acustica, musicalmente e spiritualmente, un’alta quota che toglie energie fisiche per essere raggiunta, ma ricambia donandotene moltissime altre. Il concerto finale è solo una chicca, il bello probabilmente sta nell’arrivare in cima, godersi il panorama essenziale dei profili aguzzi e delle vallate, delle marmotte in piedi e delle stelle alpine, dei sentieri che salgono...
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