Scala dei Turchi (Agrigento) in inverno, quando i luoghi ci parlano

Oggi un post breve e diverso dal solito, anche i luoghi sono in grado di “risuonare” e parlarci in momenti precisi della nostra vita, e non a caso oggi scelgo Scala dei Turchi in inverno per raccontarvi di lei e approfittarne anche per qualche altro spunto di riflessione. I luoghi sono convinta risuonino dentro di noi a seconda dei nostri stati d’animo, ci sono luoghi che ti sorprendono, parlano e giocano con te. Ti accolgono. Ti abbracciano. Ti conquistano. E poi ci sono luoghi che ci avvolgono nella loro aura, sono carichi di energia positiva o negativa, sono vivi e mai neutri. E’ un circuito: passa da noi alle cose ed ai luoghi e viceversa: uno scambio continuo, un dare e ricevere. Una verità semplice che le popolazioni antiche conoscevano bene.

Abbracciare un grande albero o accarezzare un animale, ad esempio, significa ricevere le energie positive della pianta o dell’animale: è una forma di terapia benefica. Chi di voi non l’ha mai provato? L’ambiente è un interlocutore se siamo disponibili ad ascoltarlo, ad entrare in dialogo con lui, ad essere non solo viaggiatori ma viaggiatori sempre in ascolto. L’ambiente esterno diventa lo specchio esatto dell’ambiente interiore, viviamo in luoghi, siamo parte dei luoghi e i luoghi ci abitano. Ogni spazio può essere un deposito di bellezza, porta in sé il fascino e l’orrore, tanto attira quanto allontana.

«I luoghi hanno un’anima. Il nostro compito è di scoprirla. Esattamente come accade per la persona umana.»
(James Hillman – L’Anima dei luoghi)

Ma veniamo a un caso pratico, altrimenti penserete che io stia delirando 🙂 Vi racconto la mia esperienza a Scala dei Turchi in pieno inverno, molto lontana dai post patinati con i gradoni bianchi, gli occhiali da sole e le bellezze sorridenti sdraiate su nuvole di marna. Lei è un’icona della Sicilia, un angolo di puro fascino, uno sperone di marna bianca a picco sul mare, a cui il vento, le onde e la pioggia hanno dato nei millenni la forma di una scalinata naturale fatta di ampi gradoni, solchi e terrazze. Venire ad Agrigento e tralasciarla è impensabile, quindi nonostante fosse pieno inverno l’abbiamo raggiunta e lo spettacolo inconsueto che ci siamo trovati davanti è questo:

Vento forte che portava via, raggiungere Scala dei Turchi dalla spiaggia con le mareggiate che hanno eroso la costa e con una bambina al seguito non è stata impresa semplice (da evitare il percorso se avete bambini piccoli e le condizioni meteorologiche non lo consentono). In alcuni passaggi il mare lasciava spazi minimi e le raffiche di Maestrale sembravano respingerci, bisognava scegliere fin dove andare avanti o tornare indietro. Valutati i pro e i contro, raggiungerla a piedi e salirci sopra non era fattibile, l’ultima baia di sabbia era scomparsa mangiata dalle onde, quindi a un certo punto ci siamo dovuti fermare e l’abbiamo ammirata da lontano: selvaggia, deserta, impetuosa, irraggiungibile e lontana da ogni stereotipo. Eppure bellissima.

Scala dei Turchi rappresenta bene “Il mare d’invernodi cui parla Enrico Ruggeri e che sto attraversando in questi mesi, era il preludio ad un periodo turbolento di bianco e nero, di freddo che passerà, di stanche parabole e bugie, di sabbia bagnata e nuvole che si buttano giù, di solitudine e di qualcosa che nessuno mai desidera. E “…questo vento agita anche me”.

L’intensità di una canzone, l’intensità di un luogo stupendo capace di risuonare dentro di noi, l’intensità in fondo della Sicilia stessa.

Consigli utili

Come raggiungere Scala dei Turchi

In auto da Agrigento seguire le indicazioni per Porto Empedocle (percorso di circa 7,5Km). Da Porto Empedocle seguire le indicazioni stradali per Lido Rossello (percorso di circa 7Km).

Vedere Scala dei Turchi dall’alto
Passato Porto Empedocle lungo la strada che costeggia il mare si incrocia sulla sinistra il Lido Baia dei Turchi. Proseguite in auto per circa 900mt e troverete un belvedere, posteggiare lungo la carreggiata e alla sinistra della strada troverete piccole piazzole dove è possibile affacciarsi sulla scogliera e godersi il meraviglioso panorama dall’alto (lato ovest di Scala dei Turchi).

Vedere Scala dei Turchi dal basso

Per scendere e poter scalare a piedi la roccia bisogna invece parcheggiare l’auto nel parcheggio antistante il Lido Baia dei Turchi e scendere verso la spiaggia. Percorrere  la spiaggia per alcune centinaia di metri e raggiungere dal lato Est la Scala dei Turchi. Per raggiungere la spiaggia e le calette che si trovano alla destra della Scala dei Turchi in direzione Capo Rossello, si può raggiungere in auto la località Lido Rossello (percorso di circa 2Km), posteggiare in una delle strade che finiscono a ridosso della spiaggia e percorrere a piedi verso sinistra la spiaggia (percorso di circa 10/15 minuti). Circa 3Km di spiaggia con sullo sfondo la Scala dei Turchi.

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4 Comments

  1. Ti seguo cara Monica… perché ogni luogo, dice qualcosa all’anima, come tu hai scritto:”I luoghi hanno un’anima. Il nostro compito è di scoprirla. Esattamente come accade per la persona umana.”
    Niente di più vero..

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    • Ciao cara Domenica, che sia il Genius Loci o la Pachamama poco importa, lui c’è 🙂

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  2. Che poesia! Anch’io l’ho visitata a dicembre, ma sono stata un po’ più fortunata con il tempo. Le sensazioni che mi ha trasmesso sono stata incredibili, uno spettacolo della natura!

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    • Grazie mille Raffaella, un post di viaggio deve essere un’ispirazione, prima di tutto. E Scala dei Turchi ispira davvero.

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