Liebster Blog Awards 4.0

Ogni anno da che ho aperto il blog, puntuale come l’orologio svizzero, in primavera arriva la nomination al Liebster Blog Awards, quest’anno in versione 4.0… ma cos’èèèèè? direte voi. E’ un premio virtuale assegnato dai travel bloggers ai colleghi ritenuti meritevoli, anzi “amabili” per essere precisi. Qui il primo LBA che scrissi dopo averlo ricevuto nel 2013 (pare un secolo fa ormai). In fondo è un gioco, però fa sempre piacere che qualcuno si ricordi di te e legga volentieri il tuo blog, inutile nasconderlo 🙂

Quest’anno sono stata nominata da due bloggers, Valentina di Guenda’s Travels ed Elisa di Diario di una viaggiatrice seriale, le ringrazio entrambe di cuore 🙂 Per non far torto a nessuno, mi sono presa una piccola libertà e ho deciso di mischiare le carte, prendendo 5 domande da una e 5 domande dall’altra… questo gioco virtuale permette a noi blogger di farci conoscere e al lettore di curiosare su chi sta dietro il blog, quindi approfitto delle loro domande per parlare di me, di viaggio, di blogging a modo mio.

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Apriamo le danze con le domande che mi hanno fatto:

A che età avete organizzato un viaggio da soli o avete viaggiato senza famigliari? Destinazione?

Iniziamo dal più classico dei classici. 18 anni, la maturità per modo di dire, la campana di vetro che si solleva e anche se non hai una lira in tasca ti sembra che abbiano aperto il gabbione e di voler andare dappertutto. Da dove si comincia??? Fantasia estrema….ma dalla Grecia ovviamente 🙂 Destinazione easy, a portata di ragazzi, a portata di sole, mare, divertimento. Il mio primo viaggio con amici è stata un classico “addio al parentato” con un on the road di Creta e di Santorini. Un debutto, un’iniziazione, un sacco di risate.

Avete paura di volare o dormite tutto il tempo come me?

Ma quandomai, sarà che sono un segno d’aria ma se mi proponi una mongolfiera, un deltaplano, un elicottero o più semplicemente un aereo… io ne sono felice! Sono misteri insondabili, se mi metti in acqua ci vado, me la cavo bene anche a nuotare, ma non è proprio il mio elemento, temo il vento e il mare grosso, il mare va rispettato. Invece per aria mi sento benissimo, l’oblò dell’aereo significa una sola cosa per me, che sto partendo, sto ritornando, sto viaggiando e la mobilità per me è ossigeno, aria pura.

Cosa vi piace di più dell’aver un blog di viaggi?

Mmmm…domandona! Ero un’assidua lettrice di travel blog di altri, mi piacevano un sacco e un giorno mi sono detta: è 20 e passa anni che viaggi, che hai il chiodo fisso, ‘sta malattia e ‘sta necessità, hai un buon archivio di ricordi, ami scrivere, ami fotografare, ami il mondo. Perché non incanalare tutte queste energie in una “casetta virtuale”, un giardino dove coltivare le mie passioni più grandi? E poi ingrandirlo questo giardino, farlo diventare un confronto con altri viaggiatori, una maglia, una rete da cui lasciarsi circondare. Credo sia questo il lato buono dell’avere un blog di viaggi, poter giocare in un giardino più grande popolato di viaggiatori che condividono con te un grande amore. Poi certo non son tutte rose e fiori né 🙂

Qual’è la meta più strana che vorresti visitare ( o che avete già visitato) e perchè?

Anche qui devo andare a ripescare nelle radici che arrivano da lontano: da bambina adoravo i documentari, Angela era il mio mito (ho un’età, Piero intendo), e a furia di guardare trasmissioni sugli animali del pianeta ho elaborato strani desideri, tutt’ora presenti. Non sono mete stranissime, ma se stasera mi dici: “Monica fai la valigia che domani mattina andiamo a vedere i gorilla in Uganda”, sappi che potresti vedere reazioni inconsulte della sottoscritta. Così per gli orangotanghi del Borneo, le balene della Baja California, e quel piccolo sogno realizzato anni fa…alzarmi alle 4 di mattina per beccare i platypus in Australia. Si, lo so non dirmelo, ognuno ha le sue turbe 😛

Come vi piace conservare le fotografie di viaggio? Stampate le foto, fate un album tradizionale, un fotolibro, un collage ecc.. o le tenete semplicemente su pc? 

Il mio blog lascia trasparire una passione che è di casa, sia io che mio marito (anche la bambina si difende già bene colla compattina), siamo un po’ “fotomani”, in modo differente. Lui ha talento e fa poche fotografie, ricercate, aspetta la luce corretta, con pazienza e arte, è autodidatta ma credo abbia una marcia in più, sente proprio la fotografia e ne fa di bellissime. Ormai sul blog l’80% sono sue, è lui il fotografo di casa. Io, tra reflex, cellulare e magari un foglio di carta faccio più casino, ho una natura nipponica, mi piace più raccontare per immagini, anche se mi difendo bene. Prima erano album seriali, ultimamente qualche fotolibro e per lo più sul pc e in copia su hard disk esterno (meglio due).

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Non parti mai senza…

Eh allora, qui prevedo un’ondata di lanci di pomodori! Io non parto mai senza la guida cartacea. Per vent’anni ho comprato Lonely Planet, avere quel parallelepido di carta in mano mi dava sicurezza ed è buffo dirlo, mi faceva sentire viaggiatrice. La casa editrice in realtà è solo una questione affettiva, negli ultimi anni ne sto provando altre dopo essermi trovata “malino” in alcuni paesi e aver avuto la vaga sensazione che alla fine non fosse così utile.

Un viaggio che tutti dovrebbero fare almeno una volta nella vita

E’ un viaggio ostico, affatto scontato, d’altronde il nome di questo blog non è casuale 🙂 Al di là di tutte le destinazioni più o meno esotiche che vorremmo e che riusciamo a raggiungere, tutti dovremmo sforzarci di fare un viaggio interiore. E di chiederci perché viaggiamo, cosa stiamo cercando in giro per il mondo, quali indizi ci raccontano i luoghi, gli incontri, l’altro in generale e metterli insieme tipo puzzle per capire qualcosa di più. Girare, girare, girare è meraviglioso, ma il baricentro va trovato. Lo cerchiamo tutti noi viaggiatori, io per prima 😛

Che tipo di viaggiatore sei?

Qui sintetizzo. Curiosa e ingorda.

In un blog è più importante la quantità o la qualità degli articoli?

Altra domandona. Bisogna scegliere, il piede in due scarpe si fa fatica a tenerlo…poi se uno è un drago ben venga! Da una parte la cura di quello che si pubblica (qualità), più energie da dedicare, la consapevolezza che i numeri saranno inferiori, dall’altra il post seriale, la pubblicazione quotidiana con annessi e connessi, la costanza e lo sforzo sul lungo periodo magari dopo aver costruito una community. Tutto dipende dall’investimento che uno vuol fare rispetto alla sua vita quotidiana e dove vuole arrivare, io per ora ho fatto la mia scelta, che spero arrivi anche agli altri.

Se dovessi trasferirti, dove andresti a vivere?

Non ho molti dubbi al riguardo, andrei qui 🙂

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Ora veniamo alle mie nomination e domande: trasgredisco alle regole, scelgo solo 3 blogger perchè non è che posso fare troppe nomine a casaccio, e queste tre persone mi hanno incuriosito, blog che non conoscevo fino a poco tempo fa e leggendo i loro post oltre ad essermi piaciuti mi han detto qualcosa di nuovo 🙂

a. Storie di ritratti 

b. Travel Upside Down 

d. Too Happy to be homesick 

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ed ecco come di rito le mie domande, che prendono spunto da qualche libro letto ultimamente:

– Perchè viaggiate?

– Per voi è vero che viaggiare insegna ad abitare più liberamente la propria casa?

– L’on the road, la strada, il viaggio, sono per voi i veri protagonisti o puntate più alla meta?

– Un viaggio che ti ha cambiato?

– Elementi per un viaggio perfetto?

– Un vostro luogo dell’anima?

– Quanto la tecnologia (smartphone, tablet &c.) vi aiuta e vi toglie durante un viaggio?

– Avete mai l’impressione che l’esperienza dell’altrove sia nel blogging tanto autoreferenziale?

– Si viaggia per perdersi e poi per ritrovarsi. Voi a che punto siete del percorso?

– Avete mai pensato/provato il gap year?

 

 

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5 Comments

  1. Grazie mille ancora!!! 🙂 a breve i nostri preferiti!! 😉
    è davvero un piacere e ci sentiremo presto sicuramente!

    Gian

    Reply
    • ottimo Gian, quando volete sapete dove trovarmi 😛 Monica

      Reply
  2. E’ sempre bello leggere questi post perché conosci un po’ di più chi sta dietro alla tastiera!!

    Reply
    • infatti l’obiettivo al di là del gioco è proprio quello, farsi conoscere un pò e raccontarsi, ciao Elisa

      Reply

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