Sillustani: la necropoli pre-incaica e la laguna Umayo

Perù è archeologia: per gli amanti di archeologia e cemetery safari la necropoli di Sillustani è una tappa doc. Per me è stata un vero colpo di fulmine, costruzioni dalla suggestione magica e dai risvolti esoterici, e all’improvviso un flashback: da una parte i cerchi di pietra e i megaliti di Stonehenge, tutt’intorno il paesaggio sconfinato e fotogenico del Lake Powell tra Arizona e Utah, con i suoi colori incredibili. Il tutto traslato in Sudamerica e nella cultura Inca. Qui mancano le rocce rosse ma il grigio della pietra, il giallo della steppa e i turchesi impressionanti della laguna Umayo mi hanno conquistato subito. E quando parti così, si va solo in crescendo.

Ma andiamo con ordine. Il nome racchiude il primo indizio: deriva dalle parole sillus (unghia) e llustani (scivolo). Il riferimento probabile è all’unione dei blocchi (chullpas) di pietra delle sue torri funerarie, che non consente il passaggio nemmeno di un’unghia.

Sillustani è un complesso archeologico a 4000 mt e a 40 minuti di auto (33 km) da Puno, la natura quassù si spoglia, gli altopiani sono quasi disabitati e brulli, lungo la strada non si immagina nulla. Si intravede sul posto un’altura ed è proprio lì in cima che inizia lo spettacolo. Una serie di tombe-torri, ufficialmente oggi sono 13, costruite in cima alle colline nei punti più panoramici e appartenenti alla cultura Kolla (1000-1450 d.C.), che si sviluppò nella parte settentrionale del lago. Era una tribù guerriera di lingua aymará che in seguito divenne il braccio armato degli incas e usava seppellire i nobili nelle torri funerarie disseminate sulla sommità delle alture di questa penisola.

Chullpas: le spiegazioni scientifiche

Le tombe, chiamate chullpas, sono edifici che potevano raggiungere i 12 mt a forma di tronchi di cono rovesciati ed ospitavano una famiglia intera insieme a tutto l’occorrente utile al passaggio dalla vita terrena all’aldilà (dal cibo all’oggettistica). Quelle più antiche, una per ogni unità familiare, indipendentemente dallo status sociale, erano costruite secondo le esigenze e le possibilità del committente, alcune hanno una sola camera funeraria a volta, in altre la camera funeraria è coperta da lunghe e larghe pietre piane, altre ancora hanno nicchie trapezoidali. Nel caso di sepolture importanti si facevano sacrifici umani e di animali come cani o camelidi. Il cadavere, dopo la mummificazione era posto in una cesta, in posizione fetale, con gli oggetti destinati a seguirlo nell’oltretomba.

La chullpa più grande, la prima che si incontra salendo l’altura, è la Lizard Chullpa, perché su uno dei blocchi di pietra che la costituiscono è stata scolpita a rilievo una grossa lucertola. Un’altra chullpa ha un serpente in rilievo su una delle pietre, alcune hanno base quadrata. Tutte hanno un accesso alla camera mortuaria molto piccolo e alla base del monumento, il corpo della torre contiene la cavità interna della camera, al disopra della volta c’era la cornice di coronamento e un riempimento in pietre. Gli Incas mantennero la tradizione, costruirono qui chullpas destinate solo a personaggi di alto rango. Le torri di Sillustani sono per fattura le più belle costruzioni cilindriche dell’antico Perù.

Ciò che più colpisce qui, però, non sono le chullpas in sé, quanto piuttosto come si integrano nel paesaggio del lago Umayo, più alto del Titicaca e forse più incontaminato, meno turistico. Si crea insieme ai cerchi di pietre, ai tanti muri a secco e ai sentieri di collegamento, una visuale unica sul panorama circostante e una perfetta integrazione tra natura e uomo. Un sito meraviglioso a 360 gradi, costruito nel pieno rispetto della “Madre Terra”.

Io poi ho da sempre un debole per le rovine (ognuno ha i suoi problemi! ) e penso che questo luogo mi trasmette un’energia fortissima. Lo giro e ne esco con una carica inspiegabile. Mi incuriosisce questa “forza” provata sulla mia pelle e provo a documentarmi. Scopro da ricerche fatte che la loro pietra presenta cristalli di quarzo con caratteristiche di risonanza e proprietà elettriche. Alcuni rabdomanti (ricercatori di metalli e di acqua nel sottosuolo) con le loro barre di metallo hanno individuato linee di energia sotto queste enormi torri.

Forse la funzione funeraria è venuta dopo lo scopo principale che rimane sconosciuto. Quali motivazioni astronomiche lo hanno fatto scegliere come luogo sacro? Forse gli stessi “giganti” che hanno costruito Machu Picchu hanno riportato la stessa tecnica costruttiva in queste torri. Si vedono infatti le pietre di grandi dimensioni intagliate e incastrate alla perfezione. Chi le ha costruite e soprattutto come? Sebbene la civiltà Inca sia ricordata soprattutto per la bellezza architettonica dei loro edifici, i progetti di ingegneria civile sono talmente avanzati da lasciare sconcertati anche gli studiosi contemporanei. Soprattutto se si considera il fatto che abbiamo a che fare con una cultura che non utilizzava animali da tiro, attrezzi in ferro o ruote.

So solo che un sovraccarico di energia attraversava l’area in passato e lo attraversa ancora oggi, rendendo Sillustani magico, misterioso e suggestivo.

Chullpas: le spiegazioni alternative

Oltre alle spiegazioni scientifiche e più logiche, ce n’è una altrettanto affascinante… e deriva dallo studio comparato nel mondo di molti siti di torri, appartenenti a culture diversissime tra loro, eppure con una motivazione forse comune.

La parola “torre” conserva la radice TR in tutte le lingue indoeuropee. Infatti si diceva turris in latino e πύργος in greco antico, come si dice tour, tower, torm, turah, twr, thurm nelle varie lingue europee e in ebraico. Tale radice potrebbe fare capo all’ariano TAR che significa ATTRAVERSARE.

Il verbo attraversare riguarderebbe il collegamento tra le torri e le stelle visto che si tratta di superare lo spazio che ci separa da determinati corpi celesti. Il cielo stellato è un immenso precisissimo congegno a orologeria, dove gli allineamenti dei corpi celesti si ripetono periodicamente. La volta celeste potrebbe funzionare come il meccanismo di una gigantesca cassaforte e, quando i cilindri sono allineati nella giusta posizione… si apre. I cilindri della cassaforte sono le torri terrestri, che a tempo debito si incastreranno nei loro corrispondenti celesti, provocando aperture interdimensionali.

Le torri sono porte interdimensionali, non sempre attive ma solo in alcuni momenti ben precisi in base ad allineamenti planetari o stellari. E le 13 chullpas di Sillustani sarebbero torri segnaposti celesti che seguono per disposizione la successione di Fibonacci. Perchè? Le torri sono il recettore terrestre dell’energia prodotta dalla proiezione del sole su certe stelle che svolgono ruoli speciali nella vita dell’umanità. Quindi poiché tali stelle esistono in una galassia che è una doppia spirale di Fibonacci, le torri seguono a loro volta la progressione di Fibonacci.

E ripensandoci, io non avevo affatto la percezione della necropoli ma, semmai, dell’osservatorio astronomico-tempio e della porta interdimensionale. Chiamatela pure suggestione!

Informazioni utili

  • L’ingresso al sito archeologico costa 10 Soles;
  • Le escursioni partono da Puno tutti i giorni intorno alle 14.30 e costano da S35 in su. Il viaggio completo comprende andata, ritorno, e circa un’ora e 30 minuti di visita alle rovine;
  • Se preferite dedicare più tempo all’esplorazione del sito potete noleggiare un taxi privato al costo di S70, compreso il tempo di attesa di un’ora;
  • Per risparmiare, potete prendere un qualsiasi autobus per Juliaca, scendere dove la strada si biforca (S3, 25 min); e aspettare un bus (S2, 20 min) diretto alle rovine.

Qui l’itinerario completo di viaggio del Camino Real in Perù e Bolivia 🙂

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2 Comments

  1. Complimenti, davvero un bell’articolo, pieno di spunti e riflessioni interessanti.
    Concordo sulla magia e sulle energie del sito di Sillustani.
    Ti condivido che gli abitanti del luogo reputano il lago Umayo un lago magico, tutto il sito ha a che fare con la componente femminile (luna, morte, acqua, notte, ….)

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