Perù: Chivay, Lagunillas, La Calera, tre perle minori

In ogni viaggio ci sono le tappe principali, quelle più conosciute e imperdibili, quelle che ci hanno spinto verso una meta, e poi ci sono le perle minori da scoprire lungo la strada per creare la nostra collana personale di ricordi, di incontri, di sensazioni magari completamente parallela e alternativa a quella immaginata prima di partire. Oggi vi racconto di un Perù minore, tre tappe piccole ma ricche di personalità, autentiche e ognuna con la capacità di arricchire ulteriormente un viaggio peruviano già pieno di tappe famose.

Il mercato di Chivay

Vicino al Canyon del Colca, c’è el pueblo di Chivay, dove gli alpaca fanno compagnia ai ragazzini come fossero cani di piccola taglia, dove le donne di diverse tribù parlano solo quechua, si incontrano per commerciare e scambiare i loro prodotti, dove i colori appariscenti dei costumi tradizionali sanno di autentico e ancora poco intaccato dal turismo.  Tutte le vie di Chivay conducono a Plaza des Armas, dominata dalla chiesa coloniale di Nostra Signora dell’Assunzione… non c’è molto altro da vedere.

C’è poco da fare gli schizzinosi, addentratevi nel mercato e aprite gli occhi: banchi di artigianato e abbigliamento confezionato con “bordados” (ricami e passamanerie locali) si alternano a mais  di colori mai visti e mais nero con cui qui si prepara la chicha, il vino degli Incas, a tagli di carne, pollame, orto-frutta, formaggi e banchetti di cibi cucinati al momento, lo street food peruviano.  Me ne esco con un pranzo volante di tutto rispetto: sacchetto di banane essiccate tipo chips e spiedini di alpaca fatti al momento, una vera bontà.

E’ uno spaccato di vita reale di un paese semplice: gli ambulanti, le scelte dei locali di prodotti da portare a casa, l’interazione tra chi viene qui apposta per il mercato. Il turista è un di più, i protagonisti sono i volti espressivi e solcati dalle rughe che raccontano la fatica di vivere tra le montagne a 4500 mt di altitudine. Un paese remoto, dove il freddo regna sovrano e dove gli abitanti si riuniscono seduti sui gradini per discutere del più e del meno, coperti fino agli occhi per ripararsi dal freddo pungente. Eppure un luogo vivo, sincero.

Le terme di La Calera

Da Chivay alle terme naturali La Calera è un attimo, pochi chilometri e deci minuti di strada,  un’altra piccola tappa da fare per avere una prospettiva del tutto diversa. Le terme, basiche ma in una location unica, si trovano in mezzo alla montagna e non sono frequentate da turisti ma soprattutto dai locali. Dopo una giornata di un viaggio fisicamente impegnativo e con temperature molto montanare, immergersi per un attimo nelle acque termali di questa piccola caldera circondata dalle montagne è un breve e necessario toccasana.

Lasciate perdere gli standard europei, pagherete pochi soles e troverete dei bagni con la fonte d’acqua sulfurea. Non è una spa, le piscine sono alimentate da acque di origine vulcanica molto ricche di minerali, e sono all’aperto con le montagne sullo sfondo. L’ambiente è semplice ma pulito. Piccoli stipiti dipinti a mano in legno, all’aperto, servono da armadietti; una panca di pietra serve a riscaldarvi e stendervi al sole; e tre piscine con acqua a circa 45 gradi centigradi,  dotate di spogliatoi, docce fredde e bagni. L’ingresso costa 15 Sol, considerate che per la temperatura dell’acqua non si riesce a stare più di 40-45 minuti.

Per chi vuole sotto le terme c’è la possibilità di alternare al bagno caldo quello rinfrescante direttamente nel fiume Colca, passa proprio lì sotto. Solo per i più temerari (i nordeuropei in testa). Oppure per qualcosa di più adrenalinico provare la zip-line che passa sul fiume. In tutto bastano due ore a disposizione per inserire questa tappa, uno dei rari momenti di vero relax del Camino Real.

La laguna di Lagunillas

Lungo la carrettera interoceanica di ritorno da Chivay verso Puno, tra tappeti desertici e pascoli di vigogne e lama, c’è un’altra tappa veloce ma veramente sorprendente, il cartello svela l’altudine di 4444 mt e il panorama toglie il fiato. Davanti al Mirador si apre la laguna di Lagunillas, a 180° ogni sfumatura di blu cobalto mi riporta agli scenari visti nell’Isola del Sud in Nuova Zelanda. Infinità, purezza, respiri profondi. E’ un lago circondato da montagne con alcuni isolotti al centro, è il preludio al grande Lago Titicaca, in certe zone forma una laguna bassa con erbe acquatiche dove spesso é possibile vedere sterminate colonie di fenicotteri rosa in cerca di cibo.

Siamo in un territorio scarsamente antropizzato, protetti dal Nevado Ausangate e dagli altri apu (montagne ritenute protettrici) della Cordillera andina. Volendo ci sono percorsi per fare trekking escursionistici, si può proseguire a piedi lungo i sentieri silenziosi utilizzati dai cocheros (i pastori andini) e cogliere quei particolari che sfuggirebbero viaggiando con qualsiasi altro mezzo. C’è un minimo di attrezzatura anche per fare un picnic.  Oppure potete proseguire in auto, la strada dopo la sosta al mirador costeggia il lago e consente di vederlo da diverse angolazioni. Una sosta qui, breve o lunga che sia, è inevitabile.

 


Qui l’itinerario completo di viaggio del Camino Real in Perù e Bolivia 🙂

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