Visitare il MUSE di Trento: un’esperienza per tutta la famiglia

Aggiorno la sezione family friendly del mio blog, il cui motto è “viaggiare coi bimbi è fattibile, anzi si deve”, parlandovi del MUSE, il Museo delle Scienze di Trento. Ci siamo stati di recente e devo dire che l’ho trovato uno dei musei più accattivanti e interessanti che ci siano in circolazione. Quello che mi è piaciuto di più del MUSE è il fatto che al suo interno la dimensione interattiva diventa centrale, proponendo installazioni multimediali, attività ludiche, percorsi creativi e altre sorprese che chiamano in causa tutti i 5 sensi. Tale esibizione è pensata per attirare l’attenzione sia dei grandi che dei piccini, e per fare in modo che questa esperienza sia coinvolgente per tutta la famiglia.  Sono madre da ormai 7 anni, e mai e poi mai ho pensato di mettere da parte la mia voglia di vedere il mondo e di fare esperienze solo perché avevo una bambina piccola. Mia figlia me la sono portata ovunque, ovviamente con le dovute accortezze, anche nei musei. Quando poi trovo strutture come il MUSE, il piacere di condividere questi momenti di scoperta con la mia piccola diventa ancora più grande.

Ora vi racconto in pillole quello che il MUSE ha significato per me e la mia famiglia, visto che le descrizioni dettagliate delle sezioni, dei laboratori e del percorso espositivo le trovate sul sito, assieme a tutte le altre informazioni utili, e io non vi direi niente di originale.

 

MUSE_header

Parola d’ordine: sperimentare!

Questo potrebbe essere lo slogan dei musei pensati (davvero) per i bambini dove la scoperta si fonde col gioco e diventa un’avventura istruttiva. Addio teche polverose, noia, giri obbligati, religiosi silenzi e scarsa comunicazione, perché anche la conoscenza deve essere divertente. E lo diventa solo se il bimbo è libero di esplorare ed esaudire la sua curiosità, è coinvolto e stimolato, interagisce.

“L’elemento umano è una dimensione fondamentale di questa architettura, assieme alla luce, alla gioiosità, all’allegria. Così l’ingresso del MUSE diventa luogo pubblico pensato per la gente, che prosegue all’esterno, nel prato e nel nuovo quartiere, collegato attraverso un sottopasso al cuore della città. In queste sale, che alternano spazi di luce e ombra, tutti saranno i benvenuti. L’architettura deve essere gioiosa, deve coltivare tenacemente l’idea che i luoghi per la cultura sono luoghi di civiltà e di incontro, in cui ritrovarsi e partecipare della stessa gioia”.

(Renzo Piano)

La metafora della montagna

Ho trovato bellissima l’idea di fondo, raccontare la vita sulla Terra attraverso la metafora della montagna. D’altronde basta guardarsi intorno per capire che l’ispirazione era una sola, è una domenica dell’estate di San martino e le vette, vestite di colori caldi e di foliage, richiamano un profilo dell’edificio che si rifà inevitabilmente alle montagne. Si inizia dalla cima: terrazza e ultimo piano ci fanno incontrare sole e ghiaccio, per poi allargarsi e scendere ad approfondire le tematiche della biodiversità, della sostenibilità, dell’evoluzione, giù fino al piano interrato e all’origine della vita.

E il profilo dell’edificio gioca con dei rimandi alle montagne circostanti, un equilibrio tra vuoti e pieni, moltiplicato da specchi d’acqua, trasparenze e luminosità. Una vera montagna di luce, senza nessuna barriera, nessuna pesantezza, tutto sembra sospeso, leggero, colorato, sorprendente. L’ideale per far restare a bocca aperta anche i più piccoli.

 

Hands-on: mettere le mani dappertutto

Ci sarà un motivo se da quando questo museo ha aperto i battenti ha accolto decine di migliaia di visitatori? Io un’idea me la sono fatta e uno dei principali motivi è proprio quello che chiamo hands-on: un ghiacciaio delle alpi freddissimo, un’orma di dinosauro, una serra tropicale calda e umida, un bosco interattivo, una serie di fenomeni fisici spiegati con palline, fili, cerchi, oggetti sospesi, parallelepipedi su cui sedersi, smanettare, lanciare, sdraiarsi e intrattenersi divertendosi. Il bambino si mette in gioco e la conoscenza è un luogo aperto, partecipativo.

E diciamolo pure, mentre loro hanno modo di cimentarsi in una marea di angoli stimolanti, curiosano, provano, sperimentano, immaginano, annusano, sognano e si stupiscono dei suoni, delle luci e delle forme mai viste… pure noi genitori possiamo goderci alla grande il museo, senza l’angoscia del bambino che dopo 10 minuti si rompe le scatole e rogna per andarsene. E diventa una giornata di relax e divertimento per tutti.

 

Coinvolgimento totale

Sinceramente da un museo delle scienze più di tanto non te lo aspetti.. e invece siamo usciti entusiasti, gasati, parlando della stampante 3D del Fablab che ci metteva un’ora per stampare un gattino, del Science Center, dove i bimbi hanno sperimentato concetti di fisica divertendosi, della Serra tropicale montana colle sue forme di vita, del Tunnel Esperienza Glaciale dove abbiamo volato sulle Alpi, e di come questo museo sappia coniugare bene scienza, innovazione, “fare” pratico e pure una buona dose di socialità.

Si perché il MUSE è anche tantissime iniziative didattiche per coinvolgere la gente come le Notti al Museo dove i bimbi possono addormentarsi in sacco a pelo tra orsi, balene, dinosauri e antenati preistorici, o visite animale e  laboratori didattici per le scuole, come le serate musicali del MUSE Fuori Orario.

 

Gli orti tematici

Nel grande prato di fronte all’edificio in occasione EXPO2015 sono stati allestiti gli orti tematici e secondo me è una vera chicca: è l’Orto dei colori, un percorso dedicato all’agro-biodiversità del Trentino e non solo. C’è il frutteto, il vigneto, e venti orti tematici con le specie suddivise sulla base di diversi criteri: colori, parti della pianta, alimentazione prima e dopo la scoperta dell’America. Inutile dire che i bimbi ne restano entusiasti, possono scoprire le varie colture, le forme e i colori bellissimi che un semplice orto può regalare.

Qui una mia photogallery tra pomodori, cavoli cappucci, broccoli, salvia mediterranea e un’esplosione di colori autunnali.

 

Il salotto buono di Trento

Già che ci siamo, ne approfittiamo per visitare il centro storico di Trento…per me è sempre stato un luogo di passaggio in direzione nord per andare a sciare, ma il MUSE è collegato, tramite un sottopassaggio dritto dritto al centro e perdere l’occasione sarebbe un vero delitto 🙁 Scopro così un “salotto buono della città” notevolissimo, accogliente, dove nell’arco di pochissima strada hai il Castello del Buonconsiglio, il Duomo di San Vigilio, la Fontana di Nettuno, portici affrescati e una serie caffè accoglienti. Non abbiamo molto temo ed energie, quindi ci limitiamo a un giro veloce eppure l’impressione è ottima, di un centro fruibile, da vedere e con una vista sulle montagne intorno davvero strategica.

Vorrà dire che dovremo tornare! Intanto voi, se capitate da queste parti e visitate il MUSE, non perdetevelo.

 

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