Brasile: da Caburè a Barreirinhas navigando sul Rio Preguiças

Rio Preguiças, fiume della Pigrizia. È chiamato così dalla gente del posto perché nell’ultimo tratto, prima di arrivare alla foce, pare faccia più di trecento anse, come se non avesse voglia di morire e volesse temporeggiare. In fondo basta vederlo, per capirne il perché. Dopo la navigazione sul Delta del Parnaiba e un breve tratto sabbioso sulle jeep è la volta di un altro fiume, ancora più caratteristico e peculiare del precedente.

video credit: @viagenscine

Caburè

Per scoprirlo partiamo da Caburè, una specie di avamposto fantasma sull’oceano alla foce del Rio Preguiças dove un villaggio di pescatori e i gestori di 4 bungalows colorati di legno ospitano i viaggiatori e combattono una quotidiana battaglia con la sabbia. Siamo su una striscia di sabbia che divide il fiume dal mare, il vento è implacabile come il sole, ripararsi sotto le capanne, magari bevendo un latte di cocco diventa necessario. Il blu ed il giallo di queste casette con i tetti di paglia, spiccano sul bianco della sabbia e regalano un senso di relax assoluto.

Chissà se Caburè è oggi come era una volta Jericoacoara, spartano, quasi metafisico, senza niente, nemmeno la luce elettrica, mentre Jeri è nel tempo si è riempita di negozi, ristoranti e pousadas per tutte le tasche. Già ora compaiono le prime contaminazioni nelle vassouras, capanne col tetto in paglia e antenna satellitare sopra, simboli del benessere occidentale tra i pescatori ormai ingegnatisi pure qui nel rivendere souvenirs e bibite fresche. La nostra voadeira (barca volante) ci aspetta, dalla foce del fiume risaliremo verso l’interno fino a Barreinhas, ci vorranno 4 ore circa di pura “natureza” per arrivare.

Farol Mandacaru

Per godersi bene dall’alto il paesaggio della foresta nativa c’è un punto privilegiato, il faro della marina militare brasiliana Farol do Preguiça di Mandacarù. Datato 1909 e ormai in disuso, 54 metri di altezza, 160 gradini interni di scala a chiocciola e una splendida vista panoramica sui Pequenhos Lençois, sul Rio Preguiça e la foresta tutt’intorno, fino alla linea dell’orizzonte, dove si vede la spiaggia di Caburè. In un colpo d’occhio si abbraccia tutto, oceano incluso. Una piccola fatica e uno spettacolo di panorama, dove fermarsi per un attimo a immaginare decenni fa l’arrivo di navi mercantili, il brusio e l’attività del porticciolo.

Un grande faro per un microscopico paese, Mandacarù è molto povero come tutta questa zona brasiliana, soggetta a periodi di siccità totale a cui si alternano inondazioni durante la stagione delle piogge. Nella piazzetta centrale artigianato locale, manufatti di corda e conchiglie, hawaianas a prezzi onesti, la tappa migliore è un drink presso il “bar” lungo il molo: 4 pilastri di legno, una lamiera sopra e una quantità impressionante di bottiglie di cachaça sul bancone, l’acquavite brasiliana ottenuta dalla distillazione del succo di canna da zucchero, che qui imbottigliano in mille variabili. Se ho capito bene i cocktails che finiscono in –oska utilizzano la vodka, quelli in –inha la cachaça.

Igaparès e piccole comunità

Dopo il faro di Mandacaru riprendiamo la barca, ci infiliamo in alcuni canali laterali dalla fitta vegetazione, con intrighi di mangrovie e profili di palme svettanti. Gli igarapés sono i tributari minori del fiume, i piccoli affluenti e ce n’è davvero un labirinto, basta addentrarsi con la lancia per avere un’idea di questo ecosistema, le mangrovie diventano habitat ideale, di riparo e sostentamento, per anfibi, mammiferi, uccelli, rettili, crostacei e molluschi, contribuendo a mantenerne il potenziale biologico.

Tappa fissa sul rio è la baracca nativa “tenda dos macacos” dove vive in libertà una comunità di macaco Prego e si ha la possibilità di vederli più da vicino, diffidenti e dispettosi. Dalla barca sfilano sulla riva del fiume baracche, hanno l’aspetto di case malferme che potrebbero cadere in acqua al primo soffio di vento, ogni tanto fa capolino qualche duna dei Pequenhos Lençois, anticipazione di quello che ci aspetterà a breve. Scivolando sulle acque pulite di un fiume maestoso le cui rive sono un susseguirsi di giungla, dune bianche, villaggi di pescatori, e un silenzio rotto solo dai versi degli uccelli…si sente forte il sapore del Brasile, qui nel Nord-Est fatto di pochissimi elementi ma ancora veramente intatti.

Barreirinhas

La nostra meta è Barreirinhas, cittadina dove la vita scorre ancora lenta, nonostante la posizione strategica l’abbia resa la porta di accesso al Parco nazionale dei Lençóis Maranhenses e il rischio di cambiare sia forte. La gente qui è ancora molto legata al fiume, vive di agricoltura e pesca, va più in barca che in auto, le canoe a motore corrono più veloci della corrente: sul fiume gli uomini pescano, i bambini giocano nell’acqua, le donne fanno il bucato. Crescono però le agenzie di turismo e le pousadas, per fortuna sono piccoli edifici di stile coloniale, prima o poi costruiranno grandi alberghi.

Motorini, biciclette, carretti trainati da buoi, facciate di mattoni rossi, polvere e campi di calcio improvvisati nei cortili, gente che attraversa la strada ovunque, dune di sabbia dentro la città, famiglie intere che guardano la tv sulla strada e poi la sera la passeggiata sul fiume e i baretti e ristoranti (consiglio per posizione e servizio A Canoa sul porto) dove si canta, si balla e si fa festa.  Una bella atmosfera in questo paesone equatoriale, senza particolari attrattive ma con un suo perché.

Una volta arrivati a Barreirinhas, sarete a pochi chilometri dalla realizzazione di un sogno… ma ne parliamo la prossima volta che la meta merita di sicuro un post a parte 🙂

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4 Comments

  1. Almeno una volta nella vita, tutti dovremmo poter godere di simili immersioni nella natura e nella conoscenza del popolo che vi abita: un monito e una riflessione doverosa per conservare e rispettare un patrimonio culturale che la Società contemporanea, falsamente globalizzata, rischia di distruggere e inquinare con i suoi lusinghieri inganni.

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    • Verissimo Fiorenza, grazie mille del tuo commento 🙂 E questo vale per il Brasile come per tantissimi altri luoghi naturali e ricchi di cultura del mondo.

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  2. Una bella descrizione di questo magico posto del Brasile. Ho avuto la fortuna di visitarlo diverse volte e sempre sono rimasto affascinato dalla tanta bellezza primitiva della natura.

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    • Grazie mille per essere passato di qui e aver lasciato il tuo commento. E’ un luogo magico che spero di rivedere.

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