Viaggiatori post Covid19: incertezze e prospettive dopo l’emergenza

Mi ero fatta un piano editoriale 2020, nel mio piccolo erano parecchi i post programmati sui luoghi visitati di cui avrei voluto raccontare come sempre con parole e immagini: dalle isole campane, a Malta al Lago di Costanza, alle ultime tappe del Camino Real a qualche chicca su Cuba. Questo prima dello tsunami sanitario che ha coinvolto il nostro paese e il mondo intero, momento in cui siamo diventati all’improvviso viaggiatori in una stanza e la frontiera è diventata la porta di casa. Ma ora, superato il momento di reset iniziale e accettata la situazione con il massimo spirito di adattamento, ci apprestiamo a voltare pagina e forse chiudere proprio il libro precedente. Quale cambiamento avverrà? Come saremo noi viaggiatori post-Covid19?

Le ipotesi sul tavolo degli addetti ai lavori

Ogni giorno leggo articoli nuovi sul futuro del turismo per cercare dagli esperti del settore punti di riferimento, lumi, tentare di capire quali sono le variabili in gioco, le direzioni possibili, come cambierà il nostro modo di agire e scegliere i nostri spostamenti in funzione dell’epidemia, dei numeri, dei paesi in cui si svilupperà e in cui si attenuerà fino a zero contagi, in funzione di una futura cura e vaccino che influiranno sulla libera circolazione di tutti noi. Si incrociano problematiche sanitarie, scientifiche, economiche, politiche e sociali, e l’insieme – non nascondiamoci dietro un filo d’erba – è complesso e molto destabilizzante.


L’aspetto psicologico

Il contributo più interessante letto finora mi è arrivato sulla mail del blog attraverso un comunicato stampa a cura di Open Mind Consulting e riporta, al di là di tutti gli scenari possibili, il parere del dott. M. Felletti, psicanalista e psicoterapeuta sul fatto che “torneremo a vivere e a rioccupare tutti gli spazi che oggi ci sono ristrettì e limitati perché insopprimibile è la necessità dell’UOMO ad andare oltre, a muoversi, anche vincendo le proprie paure 

abbiamo dentro di noi spinte biologiche a questo comportamento, fondate su meccanismi neurologici e psicologici propri dei mammiferi, che nelle neuroscience vengono indicati come: “comportamenti di esplorazione” che, nei mammiferi, hanno a che fare con la sopravvivenza e, quindi è istinto naturale mentre, nell’uomo si trasformano in bisogno di sapere superando il naturale per farsi culturale. Noi siamo sospesi tra “nature” e “nurture” (nutrimento) e questa pulsione, che raggiunge il massimo della sua espressione nella nostra specie, nessuna epidemia, per quanto grave, può arrestare”.

….“La curiosità è innata nell’uomo e non si può spegnere. Niente può riuscirci perché ha radici biologiche profonde: sono i meccanismi su cui si fonda la vita e che crea quell’istinto epistemofilico (curiosità ed istinto di conoscere) che ci porterà su Marte fra non molto tempo. Questa è la natura dell’Homo Sapiens Sapiens che da questa esperienza riemergerà cambiato”.

Un punto di vista differente e costruttivo, in questo mare magnum di incertezze.

Per approfondire l’argomento vi consiglio l’articolo completo di Open Mind Consulting – Chi sarà e cosa cercherà il viaggiatore post Covid 19?


Io #ripartodallItalia

Dopo mesi di incredulità, ansia, paura, “arresti domiciliari” per quanto successo per l’emergenza sanitaria in corso, tutti concordano sul fatto che la ripresa del turismo nel 2020 (e probabilmente anche 2021) sarà possibile per noi italiani solo all’interno dei confini nazionali e facendo bene i conti non solo con le restrizioni e regole sanitarie per la sicurezza, ma soprattutto con le possibilità economiche ridotte di ciascuno. Nell’immediato, per chi avrà la fortuna di poterselo permettere – le stime dicono che 1 italiano su 3 potrebbe rinunciare alle vacanze – sarà l’Incoming a ripartire, ma ovviamente le nostre esigenze di viaggiatori saranno cambiate completamente.

Ecco, parliamone di queste nuove esigenze perchè a quanto pare dovremo conviverci a lungo:

  • Luoghi poco affollati e territori sicuri
  • Luoghi meno lontani e raggiungibili in auto
  • Destagionalizzazione e turismo in prossimità
  • Ambienti sani, puliti, accoglienti (ad es. alberghi sanificati)
  • Servizi rispettosi dell’ambiente, etici, sostenibili
  • Garanzie di distanziamento ovunque (hotel, ristoranti, luoghi di cultura, spiagge, rifugi, etc)
  • SI a natura, spazio, borghi, piccole realtà territoriali lontane dal turismo di massa, sana accoglienza, dimensione locale, genius loci e autenticità, attività open air.
  • NO ad affollamento, stress da vicini, giornate di punta o bollini neri, sorprese dell’ultimo momento.

Per approfondire l’argomento vi consiglio l’articolo del Sole 24Ore – Turismo, una ripresa è possibile ma con forti incentivi per chi viaggia in Italia


Ci dobbiamo abituare ad un nuovo vocabolario turistico:

Staycation

Uno dei nuovi termini ad andare per la maggiore nel post-Covid19 è proprio Staycation: è un neologismo americano formato da stay [ at home ] + vacation… in pratica si tratta di una vacanza in cui si rimane a casa propria o al massimo si organizzano escursioni giornaliere vicine. Un turismo economico a km zero per scoprire zone a pochi passi da casa nostra che neanche immaginavamo potessero esistere. Se il coronavirus sta cambiando le nostre abitudini, ci ha fatto cancellare viaggi e ci costringe a ripianificare la nostra vita, con un po’ di elasticità mentale e una bella dose di fantasia viaggeremo lo stesso nei dintorni di casa (o nelle seconde case), ci riscopriremo esploratori di un piccolo cerchio disegnato sulla mappa col compasso. Rallentare, pedalare, camminare senza necessariamente prendere un aereo. La forma più ecologica di vacanza, il cui slogan potrebbe essere: “stessi posti, occhi differenti”.

Per approfondire l’argomento vi consiglio l’articolo di Ladri di Biciclette – Estate 2020: si potrà viaggiare? Le vacanze sospese al tempo del Coronavirus


Undertourism

Un’altra parola nuova con cui familiarizzare è Undertourism: finora eravamo abituati alle problematiche causate dall’Overtourism, il fenomeno secondo cui una destinazione popolare viene invasa dai turisti in modo insostenibile, ovvero i flussi turistici di massa globalizzati che stavano snaturando l’identità delle mete più battute. Nel post-Covid19 si fa totalmente inversione di marcia e a farla da padrone sarà invece l’Undertourism: se l’obiettivo prioritario nella scelta di una meta sarà evitare il sovraffollamento dei luoghi più gettonati in passato, è probabile si verifichi ora “una crescita delle destinazioni finora considerate minori: borghi, aree rurali, cittadine di provincia, paesi di montagna, spiagge isolate, località termali” (Fabrizio Todisco).  L’Undertourism promuove destinazioni meno frequentate e oltre le mete più amate dal turismo tradizionale, ma di certo non meno affascinanti o attrattive.

Per approfondire l’argomento vi consiglio l’articolo di Fabrizio Todisco – Dall’Overtourism all’Undertourism. I possibili scenali della nuova Era del Turismo


Virtual tour e contactless

Già in questa prima fase abbiamo visto quanto l’uso della tecnologia sia indispensabile adesso per portare le destinazioni a casa delle persone bloccate in quarantena, e come ovunque sia tutto un fiorire di Virtual Tour, Video party, Dirette Facebook e Instagram, Streaming live, Webinar. “L’unico modo per le destinazioni di raggiungere potenziali visitatori, è portare la destinazione nelle loro case” (Silvia Badriotto). Le esperienze di viaggio virtuali influenzeranno sempre di più le nostre esperienze reali, soprattutto ora dove le sorprese non sono gradite. E la necessità di distanziamento farà fiorire tutte le soluzioni contactless, i viaggiatori vorranno registrarsi, effettuare il check-in e pagare tramite soluzioni mobili e virtuali  con diminuzione dell’uso di contanti e bisogno di nuovi livelli di sicurezza per i servizi digitali. E’ come se iniziasse veramente una nuova era.

Per approfondire l’argomento vi consiglio l’articolo di Nuovi Turismi – Appunti per il nuovo turismo post Covid-19


@pic credit M.Silvestri 

Sarò onesta, da viaggiatrice di lungo corso così su due piedi di fronte a questo nuovo turismo evoluto, distanziato, sanificato, igienizzato e dotato di DPI e plexiglass anche al ristorante, dove viene verificato lo stato di salute del turista e regolato l’ambiente agli accessi, senza la possibilità di mescolarsi in un aeroporto o un autobus affollato, senza incontrare la gente, stringere una mano, infilarsi in un mercato e avvicinarsi alle mete, alle persone, agli odori, colori e sapori di un viaggio, mi verrebbe voglia solo di stare a casa per i prossimi tre anni fino a quando non esisterà un vaccino o, se non costasse uno sfracello, di andare in Alaska o Tasmania dove al massimo corro il rischio di incontrare in lontananza solo un orso o un diavolo.

Battute a parte, aspettiamo con fiducia le prossime evoluzioni e facciamoci coraggio! Che prima di tutto c’è da salvare la pelle, aspettare che la burrasca finisca, e sperare ancora di avere i mezzi sufficienti per poter pensare di nuovo a un viaggetto. Poi la voglia di tornare a vivere farà il resto.

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5 Comments

  1. ……Sarò onesta, da viaggiatrice di lungo corso così su due piedi di fronte a questo nuovo turismo evoluto, sanificato, igienizzato e dotato di DPI e plexiglass anche al ristorante, dove viene verificato lo stato di salute del turista e regolato l’ambiente agli accessi, senza la possibilità di mescolarsi in un aeroporto o un autobus affollato, senza incontrare la gente, stringere una mano, infilarsi in un mercato e avvicinarsi alle mete, alle persone, agli odori, colori e sapori di un viaggio, mi verrebbe voglia solo di stare a casa per i prossimi tre anni fino a quando non esisterà un vaccino o, se non costasse uno sfracello, di andare in Alaska o Tasmania dove al massimo corro il rischio di incontrare in lontananza solo un orso o un diavolo.

    Battute a parte, aspettiamo con fiducia le prossime evoluzioni e facciamoci coraggio! Che prima di tutto c’è da salvare la pelle, aspettare che la burrasca finisca, e sperare ancora di avere i mezzi sufficienti per poter pensare di nuovo a un viaggetto. Poi la voglia di tornare a vivere farà il resto….

    Grande Monica ! Complimenti, un’analisi lucida e chiara !

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    • Ciao Pier, ti posso dire che il quadro del momento fa rabbrividire, e ho cercato di sintetizzare in poche parole il punto di vista di una viaggiatrice spiazzata. Grazie d esser passato di qui!

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  2. Articolo molto interessante e molto “con i piedi per terra”, in tutti i sensi. Se devo essere sincera non ne posso più degli slogan del tipo andràtuttobene e torneremoaviaggiare, perché preferisco di gran lunga un’analisi veritiera come la tua, perché permette di vedere le cose come stanno e di prepararci a quella che sarà la vita (e i viaggi) nei prossimi mesi. L’idea di partire, programmare, prenotare e via dicendo mi manca come l’aria in queste settimane, ma come te anche io in questo momento avrei voglia solo di aspettare fino a quando ci sarà un vaccino, per poter poi partire senza ansie e paranoie. E intanto oggi sarei dovuta partire per Belfast se tutto non fosse finito “a schifìo”…

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    • Ciao Silvia, io sono abbastanza disillusa e dopo 30 anni di passaporto sempre pronto nel cassetto, ammetto che quest’anno (mi scade a Luglio) ho deciso di aspettare e non rinnovarlo perché non vedo al momento le condizioni minime necessarie per viaggiare all’estero. Se ne riparla volentieri più avanti.

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  3. complicato, anche perchè qui a Barcelona sta tornando il covid e stanno già pensando a richiuderci in casa… quanto mi manca prendere un aereo!!!

    https://mappamundis.com/category/consigli/

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